Il «Pane di Altamura» è un prodotto di
panetteria ottenuto dal rimacinato di semola di
grano duro, ricavato dalla macinazione di grani
duri delle varietà «appulo», «arcangelo»,
«duilio» e «simeto» prodotte nel territorio
delimitato nel disciplinare di produzione, da
sole o congiuntamente in ragione almeno dell'80%, purché prodotte nel medesimo territorio.
Il prodotto si ottiene secondo l'antico sistema
di lavorazione che prevede l'uso di lievito
madre o pasta acida — sale marino — acqua.
All'atto dell'immissione al consumo deve
presentare le seguenti caratteristiche:
— la pagnotta dal caratteristico profumo di
peso non inferiore a 0,5 Kg, presenta due forme
tradizionali, la prima delle quali, denominata
localmente «U sckuanète = pane accavallato»,
è alta, accavallata, senza baciatura ai
fianchi; l'altra più bassa, localmente
denominata «a cappidde de prèvete = a cappello
di prete», non presenta baciatura.
— La crosta deve possedere uno spessore non
inferiore a 3 mm.; la mollica, di colore giallo
paglierino, presenta una omogenea alveolazione;
l'umidità non deve superare il 33 %.
Zona geografica
L'area geografica delimitata dove sono prodotti
i grani impiegati e le semole rimacinate
comprende i territori dei
Comuni di Altamura, Gravina di Puglia,
Poggiorsini, Spinazzola e Minervino Murge, in
provincia di Bari, secondo la delimitazione riportata all'articolo 5 del
disciplinare di produzione.
La zona di produzione del «Pane di Altamura»
coincide con il territorio definito al primo
paragrafo, nel quale, nel corso dei secoli si è consolidata
l'elaborazione del prodotto originatosi, nel
1500, nel Comune di Altamura, in
provincia di Bari.
Impianti di produzione
Gli impianti per la
produzione del pane devono essere alimentati
preferibilmente a legna o a gas,
in maniera indiretta o diretta, con le deroghe
consentite dalla legge.
Prova dell'origine
Relativamente ai controlli per l'attestazione
dell'origine della produzione della DOP «Pane
di Altamura», la prova di
essa è certificata dall'organismo di controllo sulla base di numerosi
adempimenti cui si sottopongono
i produttori di materia prima e i panificatori
interessati, nell'ambito dell'intero ciclo
produttivo.
Il disciplinare di produzione prevede, all'atto
del conferimento della DOP, l'istituzione:
— di elenchi, depositati presso i rispettivi
comuni dell'area delimitata al punto 4.3, dei
produttori di grano duronel territorio di interesse,
— di elenchi, depositati presso i rispettivi
comuni, degli imprenditori molitori impegnati a
trasformare in semolerimacinate, destinate alla panificazione, la
materia prima proveniente dai produttori di
grano nel territorio sopraindicato,
— di un elenco dei panificatori impegnati a
produrre «Pane di Altamura» secondo i criteri
del disciplinare di produzione indicati nel successivo punto 4.5, depositato
presso il Comune di Altamura.
Tutti i suddetti elenchi dovranno essere
depositati presso la Regione Puglia e presso
l'organo designato o autorizzato a svolgere le attività di controllo ai sensi
dell'articolo 10 del regolamento (CEE) n.
2081/92.
L'organo di controllo verificherà inoltre che
il lievito madre utilizzato, le dosi e la
composizione dell'impasto, le modalità e la durata dello stesso, la
lievitazione, la modellatura e la rimodellatura
delle forme, la cottura, la sfornatura
e l'immissione al consumo con gli opportuni
contrassegni, siano conformi alle prescrizioni
della disciplina
descritta al successivo punto 4.5.
L'acqua da utilizzare per l'impasto è
certificata dall'Ente gestore dell'acquedotto:
essa dovrà essere analizzata con
frequenza annuale, dovrà rispondere ai
parametri riportati al successivo punto 4.5, e
la certificazione rilasciata dall'Ente gestore sarà resa nota mediante
affissione all'albo pretorio del Comune di
Altamura.
L'organismo di controllo accerterà inoltre che
il grano utilizzato per la panificazione
possegga i requisiti indicati al
punto 4.5.
19.7.2003 L 181/16 Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea IT
Metodo dell'ottenimento:
La materia prima impiegata consiste in un
rimacinato di semola di grano duro ricavato
dalla macinazione di grani
duri delle varietà «appulo», «arcangelo»,
«duilio», «simeto» prodotte nel territorio
delimitato da sole o
congiuntamente, in ragione di almeno l'80 %,
mentre per la restante quota è prevista
l'utilizzazione di altre varietà,
sempre prodotte sul territorio predetto.
Le caratteristiche chimico-fisiche dei grani e
delle semole devono essere certificate.
I rimacinati devono essere ottenuti da processi
di lavorazione molitori del tutto analoghi a
quelli attualmente in uso
nel territorio di Altamura di seguito descritti.
I molini operanti nella predetta zona sono
attrezzati di macchine dotate di coppia di cilindri metallici di
diametro progressivamente sempre più vicini tra
loro. La velocità di rotazione è di circa 300 giri al minuto, la temperatura
di esercizio non superiore ai 40 °C. Una simile
struttura, mediante le azioni di sfregamento, provoca la
rottura della maggior parte delle cellule dello
strato aleuronico del
chicco, impregnando così del prezioso olio di
germe la rimacinata di grano duro.
I molini per la lavorazione dei rimacinati sono
soltanto quelli ricadenti nel territorio di
produzione dei grani, definito
in dettaglio al punto 4.3.
Le fasi e le modalità di produzione del «Pane
di Altamura» sono le seguenti:
Impasto
1. il lievito madre viene ottenuto con minimo
tre rinnovi per aumentare la massa fermentata
mediante l'aggiunta
di acqua e semola di grano duro, nella
percentuale del 20 % rispetto al quantitativo di
semola rimacinata di
grano duro da impastare;
2. dosi e composizione dell'impasto: per q.li 1
di semola rimacinata di grano duro necessitano
Kg. 20 (20 %) di
lievito naturale, Kg. 2 (2 %) di sale marino, lt.
60 (60 %) circa di acqua alla temperatura di 18
°C;
3. l'operazione d'impasto deve durare 20 minuti,
utilizzando una impastatrice a bracci tuffanti.
La caratterizzazione dell'acqua dovrà
rispondere ai seguenti parametri:
— incolore, insapore, inodore,
— temperatura compresa fra 12° e 15 °C,
— ph compreso fra 7 e 8,5,
— durezza totale compresa fra 14,5 e 15,5 GF,
— contenuto calcio (Ca + +) compreso fra 46 e
55 mg/l,
— alcalinità (Ca CO3) compresa fra 130 e 160
mg/l,
— ione nitroso assente,
— contenuto sodio minore di 5-6 mg/l,
— contenuto potassio compreso fra 1,5 e 2,5
mg/l,
— coliformi-fecali-enterococchi-spore 0 nct/100
ml.
Lievitazione e prima fase di riposo
A ultimazione dell'operazione dell'impasto è
necessario coprire la massa con un telo di
cotone di un certo spessore
per poter ottenere una lievitazione a
temperatura omogenea. In questa condizione
l'impasto deve riposare per
almeno novanta minuti.
Modellatura e seconda fase di riposo
A conclusione della precedente fase di
lavorazione, si procede con la pesatura e la
prima modellatura che vengono
effettuate manualmente per consentire alla massa
di essere raccolta nel suo naturale involucro
fibroso.
In questa
condizione la pasta resta per trenta minuti.
Rimodellatura e terza fase di riposo
Si esegue una ulteriore modellatura manuale,
seguita da un periodo di riposo di almeno
quindici minuti.
Infornata e cottura
Prima di essere infornata la «pagnotta» viene
capovolta e con una leggera pressione della
mano, esercitata su un
lato, viene accompagnata nel forno. Il forno è
alimentato preferibilmente a legna o a gas, a
riscaldamento indiretto,
e deve raggiungere la temperatura di 250 °C. I
forni a riscaldamento diretto utilizzati per la
cottura <Pane di Altamura> devono essere alimentati con legna del genere
quercia.
La prima parte della cottura avviene a forno
aperto. Dopo quindici minuti, si procede a
chiudere la bocca del forno e si lascia cuocere per altri quarantacinque
minuti.
Sfornatura
La bocca del forno viene lasciata aperta per
almeno cinque minuti per consentire la
fuoruscita del vapore e per
favorire, di conseguenza, l'asciugamento della
crosta che diventa croccante. Si procede,
quindi, a sfornare le
pagnotte di pane, che vengono adagiate su assi
di legno.
Legame
Il pane prodotto è considerato di qualità «unica»,
perché derivato da ottimi grani duri, ottenuti
in un ambiente con specifici fattori
geografico-ambientali, da cui
è caratterizzato il territorio della Murgia
nord-occidentale e dall'impiego
di acqua potabile normalmente utilizzata sul
territorio.
Il territorio interessato è l'unica parte del
territorio pugliese che conserva i caratteri
strutturali, fisiografici e ambientali
prossimi a quelli originari. Tali
caratteristiche sono:
— territorio mai assoggettato a ingressione
marina,
— forme e sistemi carsici epi ed ipogei poco
diffusi,
— idrografia autoctona,
— temperatura di immissione dell'acqua in
sottosuolo con valore medio di 12 °C,
— clima mediterraneo umido mesotermico,
— asetticità dell'ambiente dovuta alle
precipitazioni solide,
— permeabilità del suolo 10-5 ÷ 10-6 cm/sec,
— composizione chimica dei suoli.
La Murgia centro-settentrionale, al cui interno
Altamura, col suo vasto territorio di oltre 44
000 ettari, rappresenta il centro più popolato ed economicamente
rilevante, costituisce l'area di maggiore
produzione cerealicola della
Puglia dopo la Capitanata; la coltivazione del
grano ha rappresentato storicamente, con
l'allevamento ovino, la principale attività produttiva del territorio.
Nella città di Altamura che vanta una secolare
tradizione nel settore della panificazione
operano trentacinque aziende con una produzione giornaliera di pani
che si aggira intorno ai 600 quintali che,
sottratta una quota del 20 % riservata al fabbisogno locale, viene
collocato sui più importanti mercati nazionali.
Dal punto di vista dell'assetto
morfo-strutturale, il territorio cerealicolo
interessato si identifica con la piattaforma «apula», che si è sottratta
all'ingressione
marina, ed è rimasta costantemente emersa dalla
fine del Mesozoico ad oggi questa rappresenta una prima peculiarità in
quanto è l'unica parte del territorio pugliese
che conserva i caratteri strutturali, fisiografici e ambientali prossimi
a quelli originari.
La seconda peculiarità ambientale è data dalla
rara presenza di sistemi carsici epi ed ipogei,
con conseguente scarsa o nulla influenza sull'attuale rete idrica
sotterranea.
La terza caratteristica è data dalla idrografia
autoctona, per cui la falda carsica trae
alimentazione unicamente da
un'aliquota delle acque meteoriche che
precipitano su di essa.
Anche il valore della temperatura di immissione
delle acque meteoriche costituisce una
particolarità del territorio, esso infatti è mediamente dell'ordine di 12 °C.
Dal punto di vista climatico il territorio
presenta estati asciutte e inverni secchi di
precipitazioni liquide e solide,
quest'ultime sono mediamente pari a 20-35 cm.
Esse contribuiscono a mantenere condizioni di
asetticità ambientale.
Delle precipitazioni allo stato liquido, che in
media raggiungono i 600 mm annui, metà
attraversa il terreno e raggiunge il sottosuolo, l'altra metà alimenta
il terreno vegetale.
A causa del carsismo giovane e non evoluto,
l'umidità contenuta nelle fessure delle rocce e
dei suoi prodotti di alterazione
viene restituita per capillarità al terreno
vegetale nei periodi più siccitosi: tale
fenomeno costituisce una ulteriore peculiarità del territorio.
I parametri geologici, idrogeologici e
meteorologici concorrono a definire l'unicità
dell'ambiente naturale, instauratosi
sul territorio interessato.
Struttura di controllo
Nome: Bioagricoop — Scrl
Indirizzo: Via Fucini, 10 — I-40033
Casalecchio di Reno (Bologna)
Etichettatura
Il prodotto finito è confezionato in
termodetraibile microforato con etichetta
riportante:
1) elenco degli ingredienti, ditta di
produzione;
2) data di scadenza;
3) contrassegno.
In alternativa senza alcun involucro, con la
sola apposizione sul prodotto finito di un
bollino in materiale biologico
riportante le caratteristiche prima elencate e
la dicitura «Pane di Altamura».
Sulle etichette dovrà comparire il contrassegno
allegato, da utilizzare in modo inscindibile con
la denominazione di origine protetta.
Il simbolo grafico è composto da «Scudo
sannitico sormontato da corona-arma a quattro
quarti a due a due rossi e
bianchi». Al centro dell'ovale compare in
orizzontale, su tre allineamenti, la scritta «Pane
DOP di Altamura».
Le specifiche di stampa del contrassegno sono di
seguito indicate:
— Puntinato: 100 % pantone 323 cv,
— Pane dop di Altamura: carattere arial,
dimensione 71,1 puntistile grassetto, spessore
linea ovale 0,040,
— Asse maggiore ovale 17,5 cm,
— Asse minore ovale 13 cm,
— Le dimensioni del logotipo non dovranno
essere inferiori a 10 cm × 7 cm,
— Giallo: 100 % pantone yellow cv,
— Viola: 100 % pantone 228 cv,
— Bianco: 100 % pantone trans. White cv,
— Verde: 100 % pantone 334 cv,
— Rosso: 100 % pantone warm red cv,
— Bordo ovale: 100 % pantone violet cv.
4.9. Condizioni nazionali
N. CE: G/IT/00136/2000.06.22
Data di ricevimento del fascicolo integrale:
22.2.2001.
19.7.2003 L 181/19 Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea IT
Consorzio
per la tutela del Pane di Altamura Corso Umberto I° n° 5 - 70022 Altamura (Ba)
Tel. +39 080.3142084 - Fax +39 080.3142084
E-mail: info@consorziopanedialtamura.it